Il PSG si conferma sul tetto d’Europa. In una notte estenuante e ricca di colpi di scena alla Puskás Aréna di Budapest, i campioni in carica sollevano la loro seconda Champions League consecutiva, superando un eroico Arsenal ai calci di rigore per 4-3, dopo che i tempi regolamentari e i supplementari si erano conclusi sul punteggio di 1-1.
L’avvio di gara è tutto di marca inglese. Dopo soli 5 minuti di gioco, i Gunners sbloccano il risultato: uno splendido assist di Leandro Trossard pesca Kai Havertz in area, il quale non perdona e fulmina Matvey Safonov con un preciso sinistro nell’incrocio dei pali.
Il PSG accusa il colpo ma, spinto dalla qualità dei suoi singoli, inizia a macinare gioco dominando il possesso palla. La retroguardia dell’Arsenal regge l’urto fino al minuto 62, quando Khvicha Kvaratskhelia viene atterrato nell’area londinese. Dopo il controllo del VAR, l’arbitro Daniel Siebert assegna il calcio di rigore. Dal dischetto si presenta Ousmane Dembélé, che con estrema freddezza batte David Raya per il gol dell’1-1.
I tempi regolamentari e i successivi trenta minuti di extra-time si sviluppano sul filo della tensione totale, con i francesi che sfiorano il raddoppio, ma le parate di Raya e la solidità difensiva della squadra di Mikel Arteta trascinano la sfida alla lotteria dei rigori.
Dal dischetto la tensione è palpabile. Per l’Arsenal pesano gli errori di Eberechi Eze e, quello decisivo nell’ultimo oltraggio, di Gabriel Magalhães, che calcia alto sopra la traversa. Per i parigini, nonostante l’errore di Nuno Mendes, i centri di Gonçalo Ramos, Désiré Doué, Achraf Hakimi e il penalty decisivo firmato con classe dal difensore Lucas Beraldo sanciscono il definitivo 4-3.
Con questa vittoria il Paris Saint-Germain scrive un’altra pagina indelebile della sua storia calcistica, celebrando un trionfo europeo arrivato al termine di una battaglia epica. Grande delusione per l’Arsenal, che vede sfumare il sogno del Double e della prima storica Champions League proprio sul più bello.
